Brisighella e Venezia sono più vicine di quanto appare, e non solo in senso geografico.

Nel caso di Podere La Berta questa prossimità è ancora più accentuata, dal momento che la Famiglia Poggiali, proprietaria della cantina dal 2009, è originaria di Ravenna, città che come la Serenissima ha un’anima frammista di Oriente ed Occidente.

Il 2 Dicembre scorso a Venezia si è tenuto un suggestivo evento con Podere La Berta e Giovanni Poggiali come primattori nella location del celeberrimo Hotel Danieli, che con la sua facciata rosso veneziano troneggia su Riva degli Schiavoni: apertura con l’avvincente racconto di Giovanni, e poi la degustazione dei vini condotta da Claudia Bondi.

L’esordio del tasting ha visto “Solano” Sangiovese di Romagna Superiore DOC 2009 e “Olmatello” Sangiovese di Romagna Riserva DOC 2008 abbinati al piatto del Sous Chef Michele Da Broi “Moscardino con verdure croccanti, caviale, salsa verde e gelatina di pane”, con Solano che ha espresso una morbida texture ed Olmatello che si è distinto per la profondità organolettica. Il secondo quadro sensoriale comprendeva Solano ed Olmatello – entrambi 2010 – insieme a “Cannelloni di zucca con radicchio di Treviso, arancia candita e formaggio Piave Stravecchio 18 mesi”; il 2010 è stato un millesimo piovoso, freddo, che ha obbligato a doppie attenzioni in vigna, ed il lavoro svolto è risultato eccellente, come hanno dimostrato il frutto vellutato e vivido di Solano ed un Olmatello dal piglio altero ed orgoglioso, entrambi dalla compiuta armonia. Il terzo quadro ha proposto Solano 2012 ed Olmatello 2011 abbinati a “Maialino con grue di cacao e carciofi confit”, ed è in questo momento che si è materializzata l’essenza dei vini: la solarità di Solano, quasi prospiciente il mare con i suoi cenni di macchia mediterranea, mentre Olmatello più oscuro, dalla struttura diritta ed i profumi silvestri dell’Appennino.

Alfieri di una Romagna descritta da Podere La Berta con il linguaggio contemporaneo di chi ha fatto tesoro del passato senza restare imbrigliato nella nostalgia, sono vini accoglienti e sospesi tra onde e montagne, eredi dell’antica vocazione all’ospitalità ed all’incontro tra popoli del Nord e del Sud. Quasi una studiata provocazione, come settimo calice è stato presentato “Albana” di Romagna DOCG 2013, vino bianco secco prodotto con l’omonimo vitigno autoctono che sempre di più avrà da dire in futuro.

Dal food pairing apparentemente surreale con la “Pastiera destrutturata” del Pastry Chef Fabio Fiorelli è scaturito un duetto pregiato, dalle affinità cromatiche gialle fino all’indole fresco-morbida di Albana in splendida sintonia con il dolce partenopeo (ancora il mare!) che profuma di fiori d’arancio.

Un finale dal sapore felliniano: l’aria sfumata della Danieli Wine Suite, i partecipanti deliziati come al risveglio dopo un dolce sogno, colori in movimento, ancora bicchieri e fuori Venezia e il suo sfavillìo, che poi al mattino è scomparso per fare posto alle luci dell’Est.

Claudia Bondi | Perle & Perlage