Podere La Berta e i frutti dimenticati

Ricordi d’infanzia, riti e natura fuori e dentro il tempo, spazi dilatati e conosciuti, sapori inusuali ed evocativi, nomi di bacche e fiori che diventano memoria e che ci permettono di toccare il passato, ecco i frutti dimenticati.

Noi a Podere La Berta vogliamo contribuire a recuperare e promuovere questo patrimonio con la sua biodiversità attraverso occhi attenti e vini a misura d’uomo.

I frutti dimenticati sono piante antiche che a inizio del secolo scorso si trovavano presso le case coloniche romagnole o nei margini dei campi, o addirittura a sostegno delle viti. Fino all’ultimo dopoguerra hanno fornito ai contadini un’integrazione ai loro pasti, dalla colazione alle veglie invernali, ed erano protagonisti della cultura popolare romagnola, tanto da essere addirittura inseriti nelle fiabe, nei modi di dire e considerati potenti rimedi medicamentosi.

Un tempo infatti in ogni podere del territorio, si trovavano tantissime specie suddivise per più varietà, alberi da frutto e piante che come scrive Tonino Guerra ‘stavano addosso alle vecchie case contadine e che oggi sono scomparse’. Il poeta e sceneggiatore romagnolo ne fu talmente ispirato che ne creò perfino l’Orto dei Frutti Dimenticati, tutt’ora visitabile a Pennabilli, il suo paesino nell’Alta Val Marecchia.

Anche Pellegrino Artusi li conosceva bene e nel suo manuale che ha fatto la storia della cultura culinaria italiana li ha inseriti in svariate ricette, tutt’oggi attuali e prelibate.

Corbezzolo, sorbo, azzeruolo, mela cotogna, albicocco, melograno, corniolo, pera cocomerina

Corbezzolo, sorbo, azzeruolo, mela cotogna, albicocco, melograno, corniolo, pera cocomerina, sono solo alcuni degli antichi sapori, tradizionali e spontanei, tipicamente collinari, che con il boom economico sono scomparsi, lasciando spazio alle colture di massa a discapito di piccoli campi coltivati o a qualche albero in cerca di fortuna, all’apertura di grandi supermercati rispetto a piccole botteghe artigiane.

Oggi, finalmente, questi sapori sono stati riscoperti e belle esperienze nei vari territori li stanno riportando alla luce, come la Festa dei Frutti Dimenticati di Casola Valsenio, che ogni anno in autunno, a pochi chilometri dalla cantina, guida il visitatore attraverso un sensazionale percorso emozionale.

Podere La Berta si fa portavoce di questo recupero di un patrimonio fortemente identitario e radicato sul territorio, di sapori, conoscenze, costumi, riti, tecniche, competenze e approcci in favore della bellezza e del buon vivere, per riportare a galla quel mondo e comunicarlo, evolverlo, tradurlo, valorizzarlo ai giorni nostri.

Ecco perché abbiamo scelto proprio i frutti dimenticati, espressione di una straordinaria e identitaria biodiversità, come immagine rappresentativa delle nostre etichette, dove ogni frutto è illustrato a matita, come uno schizzo di botanica, per diventare il simbolo di ciascun vino, accompagnato da un colore che ne risalta la sua storia dentro il nostro mondo.