Tradizione agricola romagnola.

Anello di congiunzione tra l’Italia peninsulare e l’Italia del nord, baluardo della civiltà romana contro i barbari e civiltà che meglio ha saputo integrare i Celti, la Romagna ha raccolto la grande eredità di questi popoli del passato, sviluppando un’identità unica contraddistinta da un patrimonio proprio di specie animali e vegetali e da una straordinaria abilità di coltivazione

Il simbolo per eccellenza di quest’identità è la caveja, un perno in ferro battuto, posto sul giogo, che il movimento dei buoi faceva risuonare. Decorata con immagini allegoriche e anelli simili ai “torchi” – i monili celtici a torciglione -, era realizzata da abili fabbri o artigiani che, temprando il ferro a più riprese, ottenevano una caveja sempre unica per suono e forma.

Anche il vitigno d’elezione – il Sangiovese – è un lascito dei Romani alla Romagna, ma il progetto di valorizzazione dei vini autoctoni coinvolge sia i vini bianchi – Albana, Trebbiano e Pagadebit – che i vini rossi come la Cagnina, per darne degna e autorevole rappresentazione sul mercato.